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Arnaldo BERNI

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I nostri servizi:

doccia apertura su richiesta accessoauto

m. 2541
Gruppo Ortles-Cevedale
Ubicazione Passo del Gavia
Comune Valfurva
Provincia Sondrio
Proprietà CAI Brescia, Piazza Vescovato 3, 25100 Brescia, tel. 030/48426
Telefono *0342/935456
Gestore 0342/945589
Posti 60
Loc. invernale SI
Apertura estiva, primaverile a richiesta
Note chiavi disponibili c/o Francesco Veciani (Guida Alpina), Via Castellazzo 27, Ponte di Legno (BS), tel. 0364/91903. Come ricovero d'emergenza Ŕ possibile utilizzare il vecchio Rifugio Gavia
Categoria A
Modificato 30-09-1999


Accessi e itinerari
a cura di Giovanni Peretti


Ubicazione circa 2 Km a nord del Passo, sulla Strada Statale che scende a S. Caterina (SO)
Traversate Rifugio Forni. Ci si dirige, sulla carrareccia che porta verso la Val da DˇsÚg¨, al vecchio Rifugio Gavia. Poco prima di raggiungerlo si stacca, sulla sinistra, una mulattiera che si abbassa dolcemente sul pianeggiante PlÓn Bˇrmýn prima di raggiungere, con pi¨ decisa discesa, il naturale passaggio dei Pˇnt da PrÚda e superare, quindi, il Rin da DˇsÚg¨. Il sentiero prosegue a mezza costa e, con leggeri saliscendi, supera alcuni valloncelli copiosi di acqua oltrepassando cengioni modellati dal giacialismo quaternario, detti localmente li corona, che danno il nome al sentiero stesso in questo tratto ed al ricovero per i pastori che si incontra poco dopo, il Baitin da li Cˇrˇna (m 2445 - Baita dei Pastori, IGM). Lasciando sulla destra il vecchio tracciato che porta ai ruderi della Capanna Bernasconi, si prosegue sino ad un altro bivio: sulla sinistra scende, lungo il D˛s Bolˇn, la vecchia mulattiera dei mercanti veneziani, sulla destra invece il sentiero continua, verso nord, sempre a mezza costa e porta all'Alpe TresÚro, di proprietÓ del Comune di Valfurva. Da qui risale i pascoli dei PlÓn da li Marm˛ta e porta in breve sul panoramicissimo Dosso TresÚro dove, a poca distanza da un ripetitore, Ŕ sito uno dei piccoli rifugetti di servizio delle Guardie del Parco Nazionale dello Stelvio, sempre chiuso. Lo sguardo si apre, ora, sulla valle dei Forni e, lasciato sulla sinistra il famoso sentiero della Romantica che si abbassa rapidamente a raggiungere S. Caterina, si prosegue senza perdere quota sui sentiero che ci porterÓ a destinazione, e che ora viene chiamato Tr÷i da TrÚsÚir. Superato un ampio avvallamento ed oltrepassato il Rin da Ciˇsc, erroneamente chiamato Ciose sulle cartine, si raggiungono i pascoli di CerÚna, in primavera battuti da paurose valanghe che rimangono, generalmente, fino a tarda estate. Si continua sempre in direzione nord-est e passato l'impetuoso Rin Rabiˇs, con severe vedute sui sovrastanti seracchi pensili aggettanti dai versanti nord del TresÚro, si attraversa il desolato D˛s di LÓrasc. Guadagnato un piccolo ponticello che attraversa il Frodolfo si raggiunge la localitÓ CampÚcc', dove si trova il piccolo Ristoro Stella Alpina, e da qui in breve, su strada asfaltata, il Rifugio Forni (ore 3-4, E);
Bivacco Btg. Skiatori M. Ortler. Si superano i ruderi dei vecchio Rifugio Gavia. Entrati nel vallone del Doseg¨, si continua in direzione est per evidenti tracce fino a raggiungere il ghiacciaio del Doseg¨. Lasciata la pista, che continua sulla via normale al M. San Matteo, si piega a destra in direzione della Vedretta dý Vallumbrina. Si prosegue presso il bordo orientale dei ghiacciaietto e, su erto sentiero, si raggiunge il Bivacco (ore 2-2.30, F);
Bivacco CAI Seveso. Dal vecchio Rifugio Gavia, si punta verso N-E in direzione del vallone del Doseg¨. Attraversato il Ponte dell'Amicizia, si risalgono le morene, fino a raggiungere un'ampia conca glaciale. Alla sua testata, si sbuca sulla sovrastante vedretta che scende dalla vetta del TresÚro. Attraversatala alla sua sinistra si guadagna la cresta SO del TresÚro lungo la quale si raggiunge il Bivacco (ore 3-3.30, PD)
Sci alpinismo M. San Matteo (m 3678). Ci si porta in direzione del vecchio Rifugio Gavia (m 2541) mantenendosi il pi¨ in quota possibile sulla sponda destra idrografica della valle del Gavia stessa in direzione degli arrotondati dossi settentrionali della Punta della Sforzellina, sovrastanti il cosidetto PlÓn BormÝn, ed entrando cosý nella Valle Doseg¨ circa alla quota di 2360 metri s.l.m.. Si percorre questa valle, perdendo un poco di dislivello, in direzione est verso la sua testata. Non sempre agevolmente, si oltrepassa l'impetuoso torrente alimentato dai circhi glaciali situati nell'arco di cresta che va dalla Punta della Sforzellina al Pizzo TresÚro e, spesso su cono di valanga, si punta verso il ripido pendýo sottostante il ramo pi¨ avanzato della Vedretta di Doseg¨. Risalitolo, sempre puntando in direzione N-E verso la cima del S. Matteo, ci si trova la via attraverso il ghiacciaio, dapprima superando alcune vallette poi contornando delle seraccate, generalmente tenendosi piuttosto a destra verso la costiera rocciosa che dal Pizzo di Vallumbrina si ricongiunge allo stesso San Matteo. Raggiunti i pianori superiori della Vedretta di Doseg¨, ed attraversatili, un ultimo pendio abbastanza ripido conduce in leggera traversata ad una larga sella (m 3550). Abbandonati gli sci, si risale lungo la bella cresta nord-ovest, che presenta pendenze massime di 45░, e sui cui tratti iniziali bisogna porre attenzione alle grosse cornici di neve che incombono verso nord. Un ultimo ripido, ma breve, versante ghiacciato conduce in vetta. Il ritorno avviene lungo la stessa via di salita, oppure lungo la via di salita dal Rifugio Branca (ore 3-4, BSA)


Carta I.G.M. 1:25.000 F.9 IlI SO S. Caterina Valfurva


Bibliografia G. PERETTI "Rifugi alpini, bivacchi e itinerari scelti: Valfurva - Ortles-Cevedale - Parco Nazionale dello Stelvio" - 1992 - Alpina Editrice, Via Don Bertola 6, 23032 Bormio (SO), fax 0342/911432 - L. 12000
Cartografia Carta I.G.M. 1:25.000 F.9 IlI SO S. Caterina Valfurva


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